Progetto «Benessere a scuola» in azione

Percorsi laboratoriali con la psicologa della scuola

Nell’ambito del Progetto «Benessere a scuola», tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2026, si sono tenuti nei tre gradi di istruzione presenti nella nostra scuola dei percorsi laboratoriali progettati, coordinati e monitorati dalla nostra psicologa della scuola, dott.ssa Mara Nerozzi, che opera nel nostro istituto in maniera stabile ormai da 3 anni.

 

Questi percorsi sono stati ideati in collaborazione con i docenti delle classi di scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado, e hanno avuto come obiettivo quello di spingere i nostri alunni e alunne alla scoperta di sé, delle loro emozioni e delle loro potenzialità.

 

Scuola dell’Infanzia

 

Ai bambini e bambine della scuola dell’Infanzia è stato proposto un percorso laboratoriale ispirato al testo illustrato “Cose così, cose cosà” di Bernadette Gervais, un libro che invita a osservare, confrontare e riflettere sulle differenze. Attraverso immagini semplici ma significative, il libro ha accompagnato i nostri piccini nella scoperta che le cose possono essere “così” o “cosà”, simili o diverse, e che ogni differenza è un’opportunità di scoperta.

La finalità del progetto è stata quella di sviluppare la capacità di osservazione, stimolare il linguaggio descrittivo, favorire il confronto tra elementi diversi, promuovere il rispetto delle differenze. Si è quindi lavorato su immagini e oggetti seguendo gli specifici obiettivi educativi, come il riconoscimento di somiglianze e differenze, la classificazione di oggetti in base a caratteristiche, l’arricchimento del vocabolario (uguale/diverso, grande/piccolo, così/cosà…) e la descrizione di immagini e situazioni.

 

I e II Primaria

 

Le classi I e II della scuola Primaria hanno partecipato a un laboratorio dal titolo: “Imparare in movimento: le isole di apprendimento”; un percorso laboratoriale organizzato attraverso spazi strutturati a stazioni (isole), in cui i bambini e le bambine hanno potuto lavorare a piccoli gruppi, sperimentando attività diverse ma complementari.

Le isole permettono di rispettare i tempi individuali, favorire l’autonomia e sostenere la motivazione. Attraverso diverse attività mirate, si è lavorato su:

Concentrazione e attenzione: esercizi di focalizzazione, giochi di osservazione, attività che richiedono cura e precisione;

Consapevolezza spaziale: orientamento nello spazio e organizzazione sul foglio;

Numeri e logica: riconoscimento e associazione numero-quantità, attività di seriazione e classificazione;

Riconoscimento dei colori: discriminazione e abbinamento, utilizzo consapevole del colore;

Motricità fine: ritaglio, incollaggio, manipolazione, utilizzo di pinzette, piccoli oggetti e attività grafiche di precisione;

Le due classi sono state quindi divise in gruppi, ognuno dei quali ha lavorato per un tempo stabilito su ciascuna isola tematica, per poi passare alla successiva. Le isole di apprendimento non sono semplici “giochi”, ma esperienze strutturate che integrano movimento, pensiero e manualità, favorendo uno sviluppo armonico e completo.

 

III Primaria

 

Con il laboratorio “Oltre la finestra: non fermarsi alle apparenze”, la classe III Primaria ha intrapreso un percorso educativo dedicato al tema dell’ingannevolezza delle apparenze, ispirato al libro “Finestre” di Lola Svetlova.

Attraverso la metafora della finestra, i bambini e le bambine sono stati guidati nella comprensione che ciò che vediamo è spesso solo una parte della realtà e che le prime impressioni possono essere incomplete o fuorvianti. Per far questo sono state svolte le seguenti attività: analisi di immagini parziali prima della rivelazione completa, laboratori artistici con finestre apribili, circle time e discussioni guidate.

Obiettivi del laboratorio sono stati: sviluppo del pensiero critico e capacità di rivedere le proprie ipotesi, capacità di distinguere tra fatti e interpretazioni, stimolazione dell’empatia e del rispetto del punto di vista altrui, prevenzione degli stereotipi e dei giudizi affrettati.

 

IV e V Primaria e II Secondaria di I grado

 

Agli studenti e studentesse degli ultimi due anni della scuola Primaria e del secondo anno di Secondaria di I grado è stato proposto un laboratorio espressivo dal titolo: “La bellezza non è nel singolo colore ma nel coraggio di mescolarli”. Una esperienza che ha messo al centro il valore delle differenze, dell’incontro e della collaborazione.

Attraverso la realizzazione di un grande elaborato collettivo su carta, simile a un murales, i ragazzi e le ragazze hanno sperimentato il colore come forma di identità, emozione e linguaggio personale.

Gli studenti hanno contribuito con il proprio “colore”, inteso non solo come tinta, ma come: personalità e identità, emozioni e vissuti, stile personale e punto di vista. L’opera finale è stato il risultato dell’incontro tra le loro differenze, dimostrando che la bellezza nasce dalla collaborazione e dalla mescolanza.

Il laboratorio è stato pensato per accompagnare i ragazzi in una fase importante della loro crescita, favorendo un’appartenenza positiva al gruppo e una consapevolezza del valore delle differenze. La bellezza non nasce dall’essere tutti uguali, ma dal coraggio di incontrarsi.

 

Testimonianza

 

Vi riportiamo la testimonianza della maestra Ylenia Ciucciarelli, insegnante prevalente della classe IV Primaria:

 

Quest’anno il laboratorio dedicato alla classe quarta si pone alla fine di un corso di aggiornamento riservato ai docenti che mira alla comprensione dei problemi comportamentali e relazionali che si possono naturalmente presentare in una classe e al loro accoglimento da parte dei ragazzi stessi attraverso una dialettica che accompagna verso il riconoscimento e l’espressione della propria sfera emotiva. I concetti centrali del laboratorio proposto sono stati proprio l’espressione del sé e l’accoglimento dell’altro. La conclusione ha dato vita a reazioni differenti nei ragazzi, e quando docente e psicologa hanno chiesto di verbalizzare ciò che provavano, alcuni hanno parlato della bellezza di fare qualcosa tutti insieme, altri sono rimasti delusi che il compagno avesse “rovinato” o coperto il proprio lavoro. Sono proprio quest’ultimi però che hanno aperto spontaneamente un dialogo coi compagni, il quale ha portato alla risoluzione del malmostoso umore. Alla fine, sono stati tutti concordi nell’esclamare che: “Ogni colore è diverso, ma insieme creano qualcosa di bellissimo”.