Mi chiamo Beatrice Modica e sono un’attrice romana. Ho iniziato ad insegnare recitazione nelle scuole qualche anno fa ed è sempre stata un’esperienza speciale, ma il percorso svolto presso l’Istututo Gianelli ha rappresentato per me qualcosa di particolarmente significativo.
Con la preside Benedetta Bondesan, che ha da subito sposato le mie proposte, abbiamo deciso di intraprendere il percorso creativo della recitazione sia con le classi dell’infanzia che con quelle della primaria. Il laboratorio è nato con l’obiettivo di offrire alle bambine e ai bambini uno spazio libero di espressione, in cui potersi raccontare attraverso il corpo, la voce e il gioco. Per questo inizialmente non era previsto uno spettacolo finale, poiché l’importante per noi era che vivessero il percorso come un’esperienza di formazione senza finalità dimostrative. La risposta da parte dei piccoli è stata fortissima: grande entusiasmo, curiosità e una sorprendente capacità di mettersi in gioco. Infatti a metà percorso ho scoperto, soprattutto con le classi delle elementari, che le bambine e i bambini avrebbero avuto piacere nel far vedere ai propri genitori le competenze acquisite. A quel punto abbiamo deciso di organizzare una lezione finale aperta in cui hanno potuto condividere con i familiari, parte del lavoro svolto.
Con le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia il lavoro si è concentrato principalmente sulla fisicità degli animali, sull’immaginazione e sulle emozioni. Attraverso giochi simbolici, musica e attività corporee, hanno iniziato a esplorare il proprio modo di esprimersi, trasformando lo spazio in luoghi sempre nuovi: il farwest, il mare, un mondo fantastico. In loro è emersa una spontaneità preziosa, capace di ricordare quanto il teatro nasca prima di tutto dal gioco.
Con le classi della scuola primaria, invece, il percorso si è sviluppato anche sul piano relazionale e narrativo. Oltre agli esercizi di espressione corporea e vocale, le bambine e i bambini hanno lavorato sulla costruzione di personaggi e di piccole scene. È stato molto interessante osservare come, incontro dopo incontro, crescessero non solo la loro sicurezza, ma anche l’ascolto reciproco e la capacità di collaborare. Per questo ho proposto loro di inventare il proprio personaggio con le proprie scene. Sono rimasta piacevolmente sorpresa perché il risultato finale è stato emozionante.
Uno degli aspetti più importanti di questa esperienza è stato vedere bambine e bambini molto diversi tra loro trovare il proprio spazio: chi più timido ha iniziato gradualmente ad aprirsi, e chi più esuberante ha imparato ad ascoltare e a stare nel gruppo. Il teatro si è rivelato ancora una volta uno strumento educativo potente, capace di valorizzare ogni individualità. Questa esperienza all’Istituto Gianelli mi ha confermato quanto sia importante portare il teatro nei contesti educativi: non solo come attività artistica, ma come occasione di crescita personale, relazione e scoperta di sé.
Ogni laboratorio lascia qualcosa, ma sono le bambine e i bambini, con la loro verità e il loro entusiasmo, a lasciare ogni volta qualcosa a me. Grazie ai genitori che hanno aderito, a tutti i cari colleghe e colleghi che mi hanno affiancata, e soprattutto alla preside Benedetta Bondesan, che mi ha dato fiducia e che dimostra in ogni momento l’amore per l’arte, per il suo lavoro e ripone una preziosa attenzione alla formazione dei suoi allievi.












